COVID-19: le F.A.Q. per gli Audioprotesisti

In questa pagina, in costante aggiornamento vista l’evoluzione dell’emergenza legata al diffondersi del Coronavirus ed alle conseguenti misure adottate da Governo ed Enti Territoriali (Regione, Province, Comuni) per contenere il contagio, abbiamo raccolto le domande più frequenti legate all’attività dei Centri Acustici e degli Audioprotesisti.

Quali sono le agevolazioni previste, per i Centri Acustici, ai sensi del D.L. “Cura Italia”?

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 17 marzo 2020, edizione straordinaria, n. 70 è entrato in vigore il Decreto Legge n. 18 del 2020 denominato “Cura Italia” che rappresenta la risposta del Governo Italiano all’emergenza da COVID-19, tramite misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e di sostegno economico alle famiglie, ai lavoratori dipendenti, autonomi e alle imprese. Un commento al Decreto è stato inviato agli Associati ANAP e ai Centri Acustici associati ANA con la circolare FIA 5/2020 del 23 marzo scorso.
Sul punto è doveroso precisare che tale Decreto deve essere ancora convertito in Legge dal Parlamento, e che gli effetti da esso prodotti saranno confermati solo se ciò avverrà entro 60 giorni dalla sua pubblicazione. Inoltre, durante tale fase, le disposizioni ivi contenute potranno essere oggetto di modifica o cancellazione tramite emendamenti. Sarà nostra cura fornire tutte le informazioni ai nostri Associati quando le misure previste dal Decreto saranno confermate.

Se non dispongo di mascherine protettive ffp2-3 e tengo aperto, sono sanzionabile? Esistono alternative?

Le mascherine ffp2-3 sono ad oggi sostanzialmente impossibili da reperire in commercio. L’alternativa che suggeriamo è di mantenere la distanza di un metro tra paziente ed Audioprotesista, misura precauzionale più che sufficiente. Qualora sia necessario compiere un atto professionale urgente che preveda la vicinanza con il paziente a meno di un metro, consigliamo sia all’Audioprotesista sia al paziente di indossare le più comuni e reperibili mascherine chirurgiche, per ridurre al minimo il rischio di contagio (come da Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità)

I Centri Acustici possono restare aperti?

, i Centri Acustici possono restare aperti, in quanto erogatori di servizi sanitari essenziali per la cittadinanza. (cfr. DPCM 22 marzo 2020, art. 1 punto f) “è sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria”). Il nostro codice ATECO (47.74 – commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati) non è presente poiché la specifica relativa alla tecnologia sanitaria è già specificata nell’articolato del DPCM. Occorre, in ogni caso, attenersi alle specifiche normative territoriali qualora esse differiscano dalla norma nazionale. In linea generale, l’attività sanitaria e di distribuzione di dispositivi medici o altro materiale sanitario è sempre consentita.

Quali sono le misure di sicurezza previste dalla Legge?

L’apertura è consentita esclusivamente per le prestazioni che i professionisti giudichino non rinviabili e sempre previo appuntamento, per evitare la permanenza nelle sale d’attesa. I professionisti e gli operatori devono attenersi scrupolosamente ai protocolli di sicurezza anti-contagio, garantiscono l’accesso di un solo paziente per volta, la distanza di sicurezza di un metro e sono tenuti ad avvalersi di strumenti di protezione individuale (guanti e mascherine monouso).

Quali ulteriori misure di sicurezza è opportuno prevedere?

Ad integrazione dei “Consigli operativi specifici per l’attività di Audioprotesista” inviati in allegato alla Circolare FIA 2/2020, forniamo le seguenti indicazioni che consigliamo di seguire. Tali suggerimenti non sono obblighi di Legge, ma rappresentano secondo FIA le misure precauzionali più indicate al fine di dare corso agli obblighi di Legge.

1) Prima che il paziente abbia accesso al Centro Acustico, è consigliabile effettuare un triage telefonico, per verificare la totale assenza di sintomi potenzialmente riconducibili al contagio da Coronavirus SARS- CoV-2 quali tosse, congiuntivite, febbre (anche modesta!), starnuti, rinite, diarrea, ecc., e per chiedere di eventuali suoi spostamenti, viaggi personali e/o di contatti con persone provenienti da zone di massimo contagio.
(vedi questionario)
In caso di risposta positiva occorre consigliare al paziente di restare in casa, chiamare il medico di famiglia, la guardia medica o i numeri di emergenza regionali.

2) Evitare di avere più pazienti in sala d’attesa. Obbligatorio mantenere la distanza consigliata di almeno 1 metro fra una persona e quella più vicina. Meglio organizzare gli appuntamenti per avere un solo paziente per volta in sala d’attesa.   

3)  Prima di avere accesso alla zona operativa, qualora il paziente dovesse avere con sé effetti personali (borse, telefoni, altro), dovrebbe lasciarli, se possibile, all’esterno. Prima dell’accesso nella zona operativa invitare il paziente ad un accurato lavaggio delle mani per almeno 20 secondi con saponi specifici. Molto utili eventuali ulteriori trattamenti delle mani con gel idroalcolici o a base di cloro.

4)  Fare in modo che i pazienti durante la loro permanenza non tocchino nulla all’interno del Centro Acustico, incluse maniglie di porte, superfici, oggetti, ecc..

5) Come suggerimento precauzionale, consigliamo a tutto il personale di studio di indossare i DPI (ad esempio guanti monouso, copricapo in tnt, mascherina idonea, calzari e camice monouso in tnt, etc…). Prima di indossare i guanti monouso eseguire un accurato lavaggio delle mani per almeno 20 secondi con saponi specifici e/o con gel idroalcolici o a base di cloro.  Ricordiamo che solo le mascherine ffp2-3 garantiscono una reale protezione dal rischio di inalazione del virus. In alternativa, vista l’irreperibilità ad oggi di questo tipo di dispositivi, possiamo usare mascherine chirurgiche normali, facendole indossare anche al paziente se la distanza superiore ad un metro non può essere mantenuta.

6) Ricambiare frequentemente e per lungo tempo l’aria fra un paziente e l’altro negli studi operativi e in sala d’attesa. 

7) Pulire scrupolosamente tutte le superfici del Centro Acustico al cambio di ogni paziente con disinfettanti idroalcolici (alcol etilico a 70°) o a base di cloro (soluzioni di ipoclorito di sodio allo 0,1%), con particolare attenzione al riunito e a tutte le superfici con cui il paziente è venuto in contatto (sedie d’attesa, banco della reception, ecc.).

8) Istruire il personale su come indossare, togliere e smaltire correttamente i DPI utilizzati. I guanti vanno indossati anche doppi, così come può essere consigliato per le mascherine, se sono mascherine normali. Quando togliamo i DPI va seguita una procedura ben precisa: prima di tutto si toglie il primo paio di guanti, poi il camice, la cuffietta, i calzari e le mascherine. In ultimo gli occhiali, e gli schermi protettivi, che andranno detersi con i disinfettanti specifici. In ultimo togliere il secondo paio di guanti. Tutti i dispositivi di protezione individuale monouso utilizzati andranno smaltiti come rifiuti speciali potenzialmente infetti. 

9) Togliere dalla sala d’attesa tutti i potenziali contaminanti (giocattoli, consolle, giornali, libri, brochure ecc.).

L’apertura del Centro Acustico è un obbligo?

No, può avvenire esclusivamente se sono garantite le misure di sicurezza previste dalla Legge. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che lo impediscano, i Centri Acustici dovranno restare chiusi.

Nel caso in cui il Centro Acustico non fosse in grado di garantire le misure di sicurezza previste, può restare aperto in ogni caso?

No, è anzi prevista una sanzione della sospensione dell’attività in caso  di mancata ottemperanza a tali requisiti.  

Sono un Audioprotesista e ho necessità di recarmi presso l’abitazione di un paziente per un’assistenza urgente. Ho la possibilità di farlo? E se il paziente risiede in un altro Comune?

, si tratta di esercizio di professione sanitaria legato a comprovate esigenze di salute tutelate dalla Legge.

Un paziente ha necessità di recarsi presso il mio Centro Acustico per un’assistenza urgente. Può farlo?

, si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute (come le esigenze legate all’udito) o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari. Dovrà comunque essere in grado di provare tale necessità, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali (clicca l’immagine seguente per scaricare il modulo di autocertificazione del Ministero dell’Interno). La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato: consigliamo, a questo scopo, di mantenere un registro dei pazienti che si recano presso il Centro Acustico.

Un paziente ha bisogno delle pile, posso consegnarle a domicilio?

, si tratta di comprovate esigenze di salute tutelate dalla Legge. Raccomandiamo però di consigliare al paziente, qualora disponga di esercizi commerciali provvisti di pile prossimi alla propria abitazione, di approvvigionarsi in questo modo. Qualora ciò non sia possibile, l’Audioprotesista può provvedere alla consegna a domicilio.